Efficientamento energetico e risparmio energetico: guida

risparmio energetico

Risparmio energetico ed efficientamento energetico: quali sono le differenze?

Quando si parla di consumi domestici, bolletta luce e sostenibilità, risparmio energetico ed efficientamento energetico vengono spesso utilizzati come se indicassero la stessa cosa. In realtà descrivono due strategie differenti, anche se strettamente collegate.

Il risparmio energetico riguarda soprattutto il nostro comportamento: consumare meno energia, eliminare gli sprechi e utilizzare in maniera più consapevole elettrodomestici e impianti.

L’efficientamento energetico, invece, interviene sulle caratteristiche dell’abitazione e sulle tecnologie utilizzate: significa ottenere lo stesso risultato, o persino un comfort superiore, utilizzando meno energia grazie a edifici, impianti e dispositivi più efficienti.

La differenza tra risparmio energetico ed efficientamento energetico è quindi semplice: il primo interviene soprattutto sul modo in cui utilizziamo l’energia, mentre il secondo migliora le prestazioni di edificio, impianti e tecnologie.

Ma nella pratica le due strategie non dovrebbero essere separate. Una gestione energetica realmente efficace combina comportamenti consapevoli, tecnologie efficienti, autoproduzione da fonti rinnovabili e monitoraggio dei consumi.

Per chi possiede un impianto fotovoltaico questo concetto diventa ancora più importante: non basta produrre energia, bisogna capire quando viene prodotta, quanta viene autoconsumata e quanta energia continua a essere prelevata dalla rete.

Differenza tra risparmio energetico ed efficientamento energetico

Partiamo dalla distinzione fondamentale.

Risparmio energeticoEfficientamento energetico
Interviene soprattutto sui comportamentiInterviene su edificio, impianti e tecnologie
Riduce gli sprechiMigliora le prestazioni
Può non richiedere investimentiRichiede spesso un investimento iniziale
Può produrre risultati immediatiProduce benefici strutturali nel tempo
Esempio: spegnere una luce inutilizzataEsempio: sostituire una vecchia tecnologia con una più efficiente
Esempio: utilizzare meglio il climatizzatoreEsempio: installare una pompa di calore efficiente

Immaginiamo, ad esempio, due famiglie che vogliono diminuire il consumo del climatizzatore.

La prima modifica la temperatura impostata, evita di lasciare porte e finestre aperte e utilizza il climatizzatore soltanto quando necessario. Sta facendo risparmio energetico.

La seconda sostituisce un vecchio climatizzatore con una macchina più efficiente capace di garantire lo stesso comfort con un consumo inferiore. Sta facendo efficientamento energetico.

La strategia migliore? Fare entrambe le cose.

Una tecnologia efficiente utilizzata male può continuare a generare sprechi. Allo stesso modo, comportamenti estremamente attenti non possono eliminare tutte le inefficienze di un edificio o di un impianto tecnologicamente obsoleto.

Cos’è il risparmio energetico?

Il risparmio energetico comprende tutte le azioni attraverso cui una persona riduce l’energia utilizzata, soprattutto evitando consumi non necessari.

Non richiede necessariamente la sostituzione di apparecchiature o interventi sull’edificio.

Spegnere una luce quando si lascia una stanza è l’esempio più semplice: la lampadina rimane la stessa, ma viene eliminato un consumo inutile.

Altri esempi sono:

  • spegnere gli apparecchi elettronici inutilizzati;
  • limitare gli stand-by;
  • utilizzare lavatrice e lavastoviglie a pieno carico;
  • impostare correttamente riscaldamento e climatizzazione;
  • utilizzare maggiormente la luce naturale;
  • programmare gli elettrodomestici;
  • evitare temperature eccessivamente basse in estate;
  • controllare periodicamente i propri consumi;
  • individuare apparecchiature che assorbono energia inutilmente.

Il vantaggio principale è che molti di questi comportamenti possono essere adottati immediatamente e senza investimenti significativi.

Il limite è che il comportamento non può risolvere da solo un problema strutturale.

Una casa con elevate dispersioni termiche, ad esempio, continuerà ad avere bisogno di molta energia per essere climatizzata anche se viene utilizzata con attenzione.

Cos’è l’efficientamento energetico?

L’efficientamento energetico comprende invece gli interventi finalizzati a migliorare il rapporto tra energia utilizzata e risultato ottenuto.

In altre parole: ottenere lo stesso servizio utilizzando meno energia.

Può riguardare l’edificio, gli impianti o singoli dispositivi.

Tra gli interventi più comuni troviamo:

  • isolamento termico;
  • sostituzione degli infissi;
  • pompe di calore ad alta efficienza;
  • climatizzatori più performanti;
  • illuminazione LED;
  • elettrodomestici efficienti;
  • sistemi di regolazione della temperatura;
  • domotica;
  • gestione intelligente dei carichi;
  • sistemi di monitoraggio.

L’obiettivo non consiste semplicemente nel “consumare meno”, ma nel diminuire l’energia necessaria per ottenere un determinato risultato.

È una differenza sostanziale.

Ridurre il riscaldamento e accettare una casa più fredda significa risparmiare energia rinunciando a una parte del comfort. Migliorare l’isolamento e ottenere la stessa temperatura interna con meno energia significa invece aumentare l’efficienza.

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Efficienza energetica casa: da dove iniziare

Quando si parla di efficienza energetica casa, bisogna evitare un errore molto comune: partire direttamente dalla tecnologia da acquistare.

Prima viene l’analisi.

Ogni abitazione presenta infatti caratteristiche differenti in termini di:

  • superficie;
  • isolamento;
  • esposizione;
  • impianti;
  • numero di occupanti;
  • abitudini;
  • fabbisogno termico;
  • consumo elettrico;
  • eventuale produzione fotovoltaica.

Una soluzione ottima per una casa potrebbe non esserlo per un’altra.

Per questo è importante analizzare il sistema edificio-impianto nel suo complesso e individuare quali siano le principali cause del consumo.

In un’abitazione potrebbero essere le dispersioni termiche. In un’altra una vecchia climatizzazione. In un’altra ancora potrebbero incidere maggiormente acqua calda sanitaria, elettrodomestici o abitudini di utilizzo.

L’efficienza energetica della casa nasce quindi dalla capacità di intervenire dove esiste realmente un’inefficienza.

Prestazione energetica e classe energetica dell’edificio

Un concetto strettamente collegato all’efficientamento è quello di prestazione energetica dell’edificio.

Una casa efficiente non è semplicemente un’abitazione in cui si consuma poco. È un edificio che necessita di una quantità di energia relativamente contenuta per garantire determinati servizi e condizioni di comfort.

La prestazione dipende da numerosi elementi, tra cui:

  • caratteristiche dell’involucro;
  • isolamento;
  • infissi;
  • climatizzazione;
  • riscaldamento;
  • produzione di acqua calda;
  • impianti;
  • sistemi di controllo;
  • integrazione delle fonti rinnovabili.

Questi elementi concorrono alla valutazione energetica dell’immobile e alla relativa classificazione riportata nell’APE, l’Attestato di Prestazione Energetica.

Migliorare l’efficienza energetica significa quindi ragionare sull’interazione tra edificio e impianti, non soltanto sul consumo di un singolo elettrodomestico.

Come risparmiare energia ogni giorno

Capire come risparmiare energia non significa trasformare la propria quotidianità in una continua rinuncia.

Bisogna soprattutto identificare gli sprechi.

Climatizzazione

Una gestione razionale delle temperature può incidere sensibilmente sui consumi. Differenze eccessive tra temperatura interna ed esterna aumentano il lavoro richiesto all’impianto.

Anche la manutenzione è importante: filtri e apparecchiature devono essere mantenuti nelle corrette condizioni operative.

Illuminazione

Sfruttare la luce naturale e utilizzare illuminazione LED permette di ridurre il consumo mantenendo lo stesso livello di illuminazione.

Elettrodomestici

Lavatrice e lavastoviglie dovrebbero essere utilizzate preferibilmente a pieno carico.

Per chi possiede il fotovoltaico entra in gioco un ulteriore fattore: l’orario in cui viene utilizzata l’energia.

Programmare alcuni elettrodomestici durante le ore di produzione fotovoltaica può aumentare l’autoconsumo.

Stand-by

Il consumo di un singolo apparecchio in stand-by può sembrare trascurabile. La somma di numerosi dispositivi accesi continuamente può però trasformarsi in un consumo evitabile nell’arco dell’anno.

Acqua calda

Anche la produzione di acqua calda può rappresentare una quota importante del fabbisogno energetico domestico. Tecnologie efficienti e un utilizzo razionale permettono di intervenire anche su questa voce.

Come ridurre i consumi energetici della propria abitazione

Per ridurre i consumi energetici è utile procedere secondo un ordine logico.

Il primo passaggio consiste nel conoscere quanto si consuma.

Il secondo è capire quando avviene quel consumo.

Il terzo consiste nell’identificare quali carichi incidono maggiormente.

Soltanto dopo ha senso decidere dove intervenire.

Un approccio efficace può quindi seguire questa sequenza:

  1. analizzare i consumi;
  2. individuare gli sprechi;
  3. correggere le abitudini;
  4. identificare le tecnologie meno efficienti;
  5. valutare gli interventi;
  6. monitorare i risultati.

In questo modo il risparmio energetico ed efficientamento energetico diventano parti dello stesso processo.

Non si acquista una tecnologia perché “fa risparmiare”: si individua prima il problema e poi si sceglie la soluzione più coerente.

Come abbassare i consumi di casa senza rinunciare al comfort

Capire come abbassare i consumi di casa non significa semplicemente spegnere tutto.

L’obiettivo corretto è utilizzare l’energia quando serve ed evitare di sprecarla quando non produce alcun beneficio.

È la differenza tra risparmiare e rinunciare.

Una casa energeticamente evoluta dovrebbe riuscire a garantire un buon livello di comfort con un utilizzo razionale dell’energia.

Questo risultato può essere raggiunto attraverso la combinazione di:

  • comportamenti consapevoli;
  • isolamento;
  • tecnologie efficienti;
  • sistemi di controllo;
  • fonti rinnovabili;
  • monitoraggio.

Più questi elementi lavorano insieme, più diventa possibile ridurre il fabbisogno senza compromettere la qualità della vita.

Fotovoltaico e risparmio energetico: come lavorano insieme

Il rapporto tra fotovoltaico e risparmio energetico merita un approfondimento specifico.

Un impianto fotovoltaico non riduce automaticamente il fabbisogno energetico dell’abitazione.

Se una famiglia utilizza 4.000 kWh di energia elettrica all’anno, il semplice fatto di installare il fotovoltaico non significa necessariamente che il suo fabbisogno scenda.

Cambia però l’origine di una parte dell’energia utilizzata.

Senza fotovoltaico, l’elettricità viene prelevata dalla rete.

Con il fotovoltaico, una parte può essere prodotta direttamente dall’impianto e utilizzata nell’abitazione.

Ed è qui che entra in gioco l’autoconsumo.

Autoconsumo fotovoltaico: perché è importante

L’autoconsumo fotovoltaico rappresenta la quota di energia prodotta dall’impianto e utilizzata direttamente dall’utenza.

Facciamo un esempio molto semplice.

Se in un determinato momento l’impianto produce 3 kW e l’abitazione sta utilizzando 2 kW, quella parte della produzione può essere consumata direttamente.

Se invece la casa consuma pochissimo mentre l’impianto sta producendo molto, una quota maggiore dell’energia verrà immessa in rete.

Per aumentare l’autoconsumo si può quindi cercare di spostare alcuni carichi nelle ore di maggiore produzione.

Tra questi possono esserci:

  • lavatrice;
  • lavastoviglie;
  • pompa di calore;
  • climatizzazione;
  • scaldacqua;
  • ricarica dell’auto elettrica;
  • altri carichi programmabili.

Questo dimostra perché fotovoltaico, risparmio energetico e gestione dei consumi devono essere considerati insieme.

Fotovoltaico ed efficientamento energetico non sono la stessa cosa

È importante essere precisi.

Installare un impianto fotovoltaico e migliorare l’efficienza energetica non sono esattamente la stessa operazione.

L’efficientamento riduce l’energia necessaria per ottenere un determinato servizio.

Il fotovoltaico permette invece di autoprodurre una parte dell’elettricità utilizzata.

Le due strategie possono però rafforzarsi reciprocamente.

Una casa che riduce il proprio fabbisogno attraverso tecnologie efficienti e produce contemporaneamente una parte dell’energia necessaria attraverso il fotovoltaico può diminuire il proprio prelievo dalla rete in maniera significativa.

Per questo una strategia energetica completa non dovrebbe concentrarsi su un singolo prodotto, ma sul funzionamento complessivo dell’abitazione.

Monitoraggio consumi energetici: perché conoscere i dati

Il monitoraggio dei consumi energetici rappresenta uno degli strumenti più importanti per trasformare la teoria in decisioni concrete.

Una bolletta mostra quanto è stato consumato e quanto bisogna pagare, ma da sola non spiega necessariamente come si è formato quel consumo.

Monitorare significa invece osservare il comportamento energetico nel tempo.

Per una normale abitazione può essere utile conoscere:

  • consumo complessivo;
  • fasce orarie;
  • picchi;
  • andamento giornaliero;
  • variazioni stagionali.

Per una casa dotata di fotovoltaico diventano importanti anche:

  • produzione;
  • autoconsumo;
  • energia prelevata dalla rete;
  • energia immessa.

Questi dati consentono di comprendere meglio il rapporto tra produzione e consumo.

Ed è qui che il monitoraggio diventa uno strumento di energia consapevole.

Perché chi possiede il fotovoltaico dovrebbe conoscere i propri consumi

Un proprietario di impianto fotovoltaico può commettere un errore molto semplice: controllare soltanto quanto produce l’impianto.

La produzione, però, racconta soltanto una parte della storia.

Un impianto potrebbe produrre correttamente, ma una quota importante dell’energia potrebbe essere immessa in rete perché i consumi della famiglia avvengono prevalentemente in altri momenti.

Viceversa, una gestione più intelligente dei carichi può aumentare l’utilizzo diretto dell’energia solare.

Bisogna quindi mettere in relazione produzione e consumo.

È questa relazione che permette di capire quanto efficacemente l’energia autoprodotta venga realmente utilizzata.

autoconsumo fotovoltaico

Mio Fotovoltaico: una visione più completa dell’energia

È proprio dalla necessità di comprendere meglio il funzionamento energetico complessivo che nasce la logica di Mio Fotovoltaico.

Per chi possiede un impianto fotovoltaico, guardare soltanto l’applicazione dell’inverter può non essere sufficiente per avere una lettura completa della propria situazione.

Mio Fotovoltaico mette in relazione informazioni provenienti dall’impianto, dal contatore e dai dati GSE all’interno di un unico ecosistema.

L’obiettivo è rendere più semplice la comprensione di elementi come:

  • produzione fotovoltaica;
  • prelievo;
  • immissione;
  • autoconsumo;
  • rendimento dell’impianto;
  • informazioni collegate al GSE.

Il monitoraggio non serve quindi soltanto a guardare dei numeri.

Serve a trasformare quei numeri in informazioni utilizzabili.

Riqualificazione energetica: quando il comportamento non basta

Ci sono situazioni in cui cambiare le proprie abitudini non è sufficiente.

Un edificio con forti dispersioni termiche continuerà a richiedere molta energia per mantenere una temperatura confortevole.

In questi casi bisogna valutare interventi strutturali di riqualificazione energetica.

Tra le possibilità troviamo:

  • isolamento delle pareti;
  • isolamento della copertura;
  • sostituzione degli infissi;
  • pompe di calore;
  • climatizzazione efficiente;
  • sistemi di regolazione;
  • fotovoltaico;
  • eventuale accumulo.

La soluzione corretta dipende sempre dalle caratteristiche dell’immobile.

Non esiste un intervento universalmente migliore: esiste quello più coerente con il problema energetico che bisogna risolvere.

Pompa di calore ed efficienza energetica

La pompa di calore è una delle tecnologie che possono assumere un ruolo importante nell’elettrificazione dei consumi domestici.

Una macchina correttamente dimensionata può utilizzare energia elettrica per trasferire calore e garantire climatizzazione o riscaldamento in maniera efficiente.

Il rapporto diventa particolarmente interessante quando nell’abitazione è presente un impianto fotovoltaico.

Durante le ore di produzione solare, infatti, una parte dell’elettricità utilizzata dalla pompa di calore può provenire direttamente dall’impianto.

Ancora una volta, però, dimensionamento, caratteristiche dell’edificio e profilo di utilizzo devono essere valutati insieme.

Sistemi di accumulo: quando possono aiutare

Una batteria permette di immagazzinare una parte dell’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico per utilizzarla successivamente.

Il principio è intuitivo.

Il fotovoltaico produce durante il giorno, mentre molte famiglie hanno consumi importanti anche la sera.

L’accumulo può ridurre questa distanza temporale tra produzione e consumo.

Questo non significa però che una batteria sia automaticamente conveniente per qualunque impianto.

La valutazione dovrebbe considerare:

  • produzione fotovoltaica;
  • autoconsumo attuale;
  • energia immessa;
  • consumi serali;
  • capacità della batteria;
  • costo dell’investimento;
  • comportamento energetico della famiglia.

Anche in questo caso i dati sono fondamentali.

Come ridurre la bolletta luce con efficienza e fotovoltaico

Per ridurre la bolletta luce non esiste un unico intervento valido per tutti.

Bisogna agire su più livelli.

Il primo consiste nel ridurre gli sprechi.

Il secondo consiste nel migliorare l’efficienza degli apparecchi e degli impianti.

Il terzo, quando possibile, consiste nell’autoprodurre una parte dell’energia necessaria.

Il quarto riguarda il monitoraggio.

Infine bisogna considerare la fornitura elettrica.

Questo ultimo punto viene spesso trascurato da chi possiede un impianto fotovoltaico.

Anche una casa dotata di fotovoltaico continua infatti a prelevare energia dalla rete nei momenti in cui produzione e fabbisogno non coincidono.

Per questo il rapporto con il fornitore rimane importante.

come risparmiare energia

Il fornitore luce per chi possiede un impianto fotovoltaico

Il profilo energetico di chi possiede un impianto fotovoltaico è differente da quello di un cliente che acquista tutta l’energia dalla rete.

Il prosumer non è soltanto consumatore.

Durante la giornata può:

  • produrre energia;
  • autoconsumarla;
  • prelevare dalla rete;
  • immettere energia.

Per questo Noi Energetic interpreta la fornitura elettrica all’interno di un ecosistema energetico più ampio.

L’esperienza del Gruppo Energetic nel fotovoltaico permette di guardare contemporaneamente a impianto, consumi e fornitura.

Il punto non è semplicemente “vendere kWh”.

È comprendere come l’energia acquistata dalla rete si inserisca nel comportamento complessivo di una casa che produce già una parte dell’energia necessaria.

Energia consapevole: dal consumatore al prosumer

Il concetto di energia consapevole diventa particolarmente concreto con la diffusione del fotovoltaico.

Il consumatore tradizionale riceve energia dalla rete e la utilizza.

Il proprietario di fotovoltaico può invece diventare un soggetto molto più attivo.

Può conoscere quanto produce, adattare alcuni consumi alla produzione, aumentare l’autoconsumo e verificare nel tempo le prestazioni del proprio sistema.

Questo passaggio richiede però informazione.

Avere un impianto fotovoltaico senza comprendere i propri flussi energetici significa utilizzare soltanto una parte del potenziale offerto dalla tecnologia.

Risparmio energetico ed efficienza energetica: gli errori da evitare

Pensare che siano sinonimi

Come abbiamo visto, ridurre volontariamente un consumo e migliorare l’efficienza di un sistema sono due concetti differenti.

Acquistare tecnologie senza analizzare i consumi

Una soluzione può essere tecnicamente eccellente e contemporaneamente poco adatta a uno specifico profilo energetico.

Guardare soltanto la bolletta

L’importo finale è importante, ma non racconta completamente come e quando l’energia sia stata utilizzata.

Guardare soltanto la produzione fotovoltaica

Una produzione elevata non significa automaticamente autoconsumo elevato.

Pensare che più tecnologia significhi automaticamente più risparmio

Ogni tecnologia deve essere dimensionata e utilizzata correttamente.

Risparmio energetico ed efficientamento: una strategia in 5 passaggi

Per costruire un percorso razionale è possibile partire da cinque passaggi.

1. Conoscere i consumi

Analizzare bollette e dati disponibili permette di definire il punto di partenza.

2. Eliminare gli sprechi

Prima di investire è sensato correggere i comportamenti che generano consumi inutili.

3. Individuare le inefficienze

Bisogna capire se il problema principale riguarda involucro, climatizzazione, acqua calda, apparecchiature o altri carichi.

4. Valutare efficientamento e autoproduzione

A questo punto si possono considerare interventi come isolamento, pompe di calore, fotovoltaico o accumulo in funzione delle esigenze reali.

5. Misurare i risultati

Dopo un intervento bisogna verificare se i consumi e le prestazioni sono realmente cambiati.

Il monitoraggio chiude quindi il ciclo: analisi, intervento, verifica e ottimizzazione.

Risparmio energetico ed efficientamento energetico funzionano meglio insieme

Una casa dotata di tecnologie estremamente efficienti può comunque sprecare energia se viene gestita male.

Allo stesso modo, una famiglia molto attenta ai consumi potrebbe essere penalizzata da un edificio poco isolato o da impianti obsoleti.

Il risultato migliore nasce quindi dall’integrazione di quattro elementi:

comportamenti consapevoli + tecnologie efficienti + autoproduzione + monitoraggio.

È questa combinazione che permette di trasformare il semplice obiettivo di “consumare meno” in una strategia energetica strutturata.

Domande frequenti su risparmio energetico ed efficientamento energetico

Qual è la differenza tra risparmio energetico ed efficientamento energetico?

Il risparmio energetico riguarda principalmente la riduzione dei consumi attraverso comportamenti più consapevoli e l’eliminazione degli sprechi. L’efficientamento energetico migliora invece le prestazioni di edifici, impianti e tecnologie, permettendo di ottenere lo stesso servizio utilizzando meno energia.

Quali sono alcuni esempi di risparmio energetico?

Spegnere le luci inutilizzate, evitare gli stand-by, utilizzare correttamente gli elettrodomestici, regolare la climatizzazione e monitorare i consumi sono esempi di risparmio energetico.

Quali sono alcuni esempi di efficientamento energetico?

Isolamento termico, sostituzione degli infissi, pompe di calore efficienti, illuminazione LED e sistemi evoluti di regolazione sono esempi di interventi di efficientamento.

Il fotovoltaico è risparmio energetico o efficientamento energetico?

Il fotovoltaico non riduce necessariamente il fabbisogno dell’abitazione: permette di autoprodurre una parte dell’elettricità utilizzata. Diventa particolarmente efficace all’interno di una strategia che comprende efficienza, autoconsumo e monitoraggio.

Come risparmiare energia in casa?

Il primo passo consiste nel conoscere i consumi e individuare gli sprechi. Successivamente si possono correggere le abitudini e valutare interventi sulle tecnologie o sull’edificio.

Come ridurre i consumi energetici?

Bisogna analizzare quanto e quando si consuma, individuare i carichi principali, eliminare gli sprechi e migliorare l’efficienza degli impianti e delle apparecchiature.

Il monitoraggio dei consumi energetici serve davvero?

Sì. Permette di comprendere l’andamento dei consumi, individuare anomalie e verificare gli effetti delle azioni adottate. Per chi possiede il fotovoltaico aiuta inoltre a mettere in relazione produzione e utilizzo dell’energia.

L’autoconsumo fotovoltaico aiuta a ridurre il prelievo dalla rete?

Sì. Utilizzare direttamente una maggiore quota dell’energia prodotta dall’impianto può ridurre l’energia che deve essere prelevata dalla rete nei momenti in cui il fotovoltaico sta producendo.

Una batteria aumenta l’autoconsumo fotovoltaico?

Un sistema di accumulo può consentire di utilizzare successivamente parte dell’energia prodotta durante il giorno. La convenienza deve però essere valutata sulla base del profilo di produzione, consumo e dei costi del sistema.

Risparmiare energia significa rinunciare al comfort?

Non necessariamente. L’efficientamento energetico punta proprio a mantenere o migliorare il servizio ottenuto utilizzando meno energia.

Cosa significa efficienza energetica della casa?

Significa utilizzare l’energia in maniera razionale attraverso un edificio e impianti capaci di garantire i servizi necessari con un fabbisogno contenuto.

A cosa corrisponde la classe energetica E?

La classe energetica E identifica una determinata fascia di prestazione energetica dell’immobile nell’ambito della classificazione riportata nell’APE. La valutazione dipende dalle caratteristiche complessive dell’edificio e dei suoi impianti e non da un singolo elemento.

Qual è il rapporto tra fotovoltaico e fornitore di energia?

Anche chi possiede il fotovoltaico continua normalmente a prelevare energia dalla rete quando la produzione dell’impianto non copre il fabbisogno. Per questo la fornitura elettrica continua a essere una componente importante della gestione energetica domestica.

Risparmio energetico ed efficientamento energetico: partire dalla consapevolezza

La scelta non è tra risparmio energetico ed efficientamento energetico.

Le due strategie funzionano meglio quando vengono integrate.

Prima si comprendono i consumi. Poi si eliminano gli sprechi. Successivamente si individuano le inefficienze e si valutano le tecnologie più adatte. Quando possibile, si integra l’autoproduzione da fonti rinnovabili e si monitora il comportamento del sistema nel tempo.

Per chi possiede un impianto fotovoltaico questo approccio diventa ancora più importante: produrre energia è solo il primo passo. Bisogna comprendere come quella produzione interagisce con i consumi della casa e con l’energia ancora acquistata dalla rete.

Noi Energetic parte proprio da questo principio: conoscere l’energia per utilizzarla meglio.

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